Se gestisci un'attività che vende prodotti o servizi in Italia, ti sarà sicuramente capitato di imbatterti nel tema dell'esenzione IVA (Imposta sul valore aggiunto). Comprendere quando un'operazione rientra nell'esenzione, come funziona il regime di esenzione IVA, quali sono i codici di esenzione da indicare in fattura e quali obblighi contabili restano a tuo carico è fondamentale per operare in modo corretto e per gestire la fatturazione senza errori.
In questo articolo analizzeremo in modo chiaro e pratico cos'è l'esenzione IVA, quali operazioni sono escluse dall'imposta secondo il Dpr 633/1972, come funziona l'esenzione IVA nel regime forfettario, quali codici di esenzione IVA vanno usati e come si applicano in fattura e quali impatti ha l'esenzione sulla tua contabilità quotidiana.
Contenuto dell'articolo
- Che cos'è l'esenzione IVA
- Le 6 principali operazioni e/o attività esenti dall'IVA
- Differenza tra operazioni esenti, non imponibili ed escluse IVA
- Esenzione IVA e fatturazione
- Esenzione IVA e contabilità
- In che modo Stripe Tax può esserti d'aiuto
Che cos'è l'esenzione IVA
L'esenzione IVA è una particolare condizione prevista dal Dpr 633/1972, il testo che disciplina l'imposta sul valore aggiunto in Italia. Si parla di esenzione quando un'operazione rientra tra quelle previste dagli articoli 10 e 72 e altre disposizioni normative che stabiliscono l'assenza di IVA pur mantenendo l'operazione nel campo di applicabilità dell'imposta. Questo significa che la cessione di beni o la prestazione di servizi è soggetta a IVA da un punto di vista teorico, ma non viene applicata in virtù dell'esenzione prevista da un articolo specifico. Non si tratta quindi di operazioni escluse dall'imposta, ma di operazioni nel campo IVA che non comportano l'addebito dell'imposta.
In altre parole, quando effettui un'operazione in regime di esenzione IVA, devi comunque rispettare determinati obblighi documentali, come indicare il corretto codice di esenzione IVA, riportare in fattura il riferimento normativo che giustifica l’esenzione IVA applicata e assicurarti che la tua contabilità rifletta correttamente la natura dell'operazione.
Un esempio molto comune riguarda i servizi medici o sanitari, le operazioni finanziarie e assicurative, le prestazioni educative, alcune attività culturali o sportive e molte altre categorie indicate dalla normativa.
Il tema dell'esenzione è particolarmente rilevante se lavori con clienti non italiani, se effettui prestazioni internazionali oppure se operi con soggetti che godono di regimi fiscali specifici come il regime forfettario.
Inoltre, se sei tu a operare in regime forfettario, devi distinguere bene tra l'esenzione IVA prevista per il regime forfettario (che riguarda la gestione della tua attività) e le operazioni esenti IVA secondo il Dpr 633/1972 (che riguardano la natura dell'operazione). Per questo è essenziale comprendere la logica dell'imposta, l'applicabilità IVA prevista dalla normativa e la corretta scelta del codice di esenzione IVA forfettario quando serve.
Le 6 principali operazioni e/o attività esenti dall'IVA
Le operazioni esenti IVA sono elencate principalmente nell'articolo 10 del Dpr 633/1972. L'elenco è lungo e copre molte attività svolte da imprese, professionisti, enti e operatori del terzo settore. Di seguito trovi un riepilogo strutturato delle categorie principali, utile se vuoi capire se una tua cessione o prestazione rientra nell'esenzione IVA.
Prestazioni sanitarie e mediche
Le prestazioni rese da medici, infermieri, psicologi e altri professionisti abilitati sono generalmente esenti. In fattura va riportato il corretto articolo di esenzione IVA, come previsto dal regime di esenzione IVA applicabile.
Operazioni finanziarie e bancarie
Rientrano nell'esenzione IVA anche molte attività svolte da banche, istituti finanziari e intermediari, come concessione di crediti, gestione di depositi, operazioni finanziarie o assicurative. In questi casi l'applicabilità IVA è esclusa tramite articoli specifici del Dpr 633/1972.
Prestazioni educative, formative e scolastiche
Rientrano nell'esenzione IVA le prestazioni educative per l'infanzia e la gioventù, insieme alle attività didattiche di qualsiasi genere, incluse formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale. L'esenzione si applica quando tali servizi sono erogati da scuole e istituti riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione o da enti del Terzo settore non commerciali. Sono comprese anche le prestazioni connesse, come alloggio, vitto, libri e materiali didattici forniti da collegi o strutture collegate. Sono esenti anche le lezioni impartite personalmente dagli insegnanti; resta escluso l'insegnamento della guida automobilistica per il conseguimento delle patenti B e C1.
Operazioni culturali e sportive
Associazioni culturali, sportive dilettantistiche e altri enti possono beneficiare dell'esenzione IVA su specifiche prestazioni, a condizione di rispettare requisiti organizzativi e statutari.
Operazioni immobiliari specifiche
Alcune locazioni e cessioni immobiliari, come le locazioni a uso abitativo, possono rientrare tra le operazioni esenti IVA.
Attività delle amministrazioni pubbliche
Le attività svolte dalle amministrazioni pubbliche per finalità istituzionali non costituiscono attività commerciali e, nella maggior parte dei casi, risultano escluse dal campo IVA per mancanza del presupposto soggettivo: l’ente pubblico, infatti, non agisce come soggetto passivo IVA. Tuttavia, quando gli enti pubblici offrono servizi che rientrano tra quelli elencati nell’art. 10 del Dpr 633/1972, ad esempio prestazioni sanitarie erogate da ospedali pubblici, attività educative svolte da scuole statali o servizi socio-assistenziali, tali operazioni sono considerate esenti IVA, al pari delle stesse attività svolte da soggetti privati o enti del Terzo settore. In questi casi, se è prevista l’emissione della fattura, l’ente deve indicare il corretto codice di esenzione IVA, insieme al riferimento normativo che giustifica l’assenza dell’imposta.
Le operazioni esenti da IVA devono essere comunque dichiarate o riportate?
Sì. Le operazioni esenti da IVA devono essere comunque riportate nei registri IVA e dichiarate nella dichiarazione annuale, perché rientrano nel campo di applicazione dell'imposta anche se non comportano addebito dell'IVA. Fanno eccezione solo i contribuenti in regime forfettario, che non sono tenuti alla registrazione IVA ma devono comunque indicare l'esenzione nelle fatture.
Differenza tra operazioni esenti, non imponibili ed escluse IVA
Per comprendere la distinzione tra operazioni esenti, non imponibili ed escluse, è utile partire dai tre presupposti fondamentali per l'applicazione dell'IVA:
Presupposto oggettivo: richiede che l'operazione sia una cessione di beni o una prestazione di servizi.
Presupposto soggettivo: impone che chi effettua l'operazione sia un soggetto passivo IVA, ovvero eserciti un'attività d'impresa, arte o professione.
Presupposto territoriale: stabilisce che l'operazione sia effettuata nel territorio dello Stato.
Senza il rispetto simultaneo di tutti e tre, l'operazione può risultare esclusa dal campo IVA, mentre se tutti e tre i presupposti sono rispettati ma interviene una norma che introduce un'esenzione o non impone l'imposta, si parlerà di operazione esente o non imponibile.
Questo articolo si concentra sull'esenzione IVA, ma è fondamentale capire come si distingue dalle altre situazioni in cui l'imposta non viene applicata. Si parla infatti di operazioni esenti, operazioni non imponibili ed operazioni escluse dall'IVA:
Operazioni esenti
Si tratta di attività specifiche indicate dalla normativa: sanitarie, educative, culturali, finanziarie che, pur rientrando nell'ambito IVA, non prevedono il versamento dell'imposta.Operazioni non imponibili
Riguardano principalmente rapporti con l'estero (come esportazioni, cessioni intracomunitarie o servizi internazionali): sono nel campo IVA ma l'imposta non viene addebitata, pur restando gli obblighi di fatturazione e registrazione.Operazioni escluse
Queste operazioni restano del tutto fuori dal campo IVA perché manca un presupposto oggettivo, soggettivo o territoriale: per queste non è prevista né fattura né registrazione.
Esenzione IVA e fatturazione
Gestire correttamente l'esenzione IVA in fattura è uno degli aspetti più delicati per chi vende prodotti o servizi in Italia. Anche quando l'imposta non viene applicata, infatti, restano obblighi precisi legati alla compilazione dei documenti fiscali, alla scelta del codice di esenzione IVA corretto e all'indicazione del riferimento normativo. Una fattura emessa in modo incompleto o con un articolo sbagliato può generare errori contabili e contestazioni. Per questo è fondamentale sapere come strutturare la fattura in presenza di operazioni esenti, sia che tu operi in regime ordinario sia in esenzione IVA per il regime forfettario.
Quando si effettua un'operazione esente, la fattura deve includere quanto segue:
Il corretto codice di esenzione IVA
Ad esempio: N4 per operazioni esenti, N2.2 per operazioni non soggette per mancanza del requisito soggettivo (utilizzato per il codice esenzione per il IVA regime forfettario), N1, N2.1, N3.1 in casi particolari, ecc.● Il riferimento normativo
Ad esempio: "Operazione esente ai sensi dell'art. 10 del Dpr 633/1972".Imponibile senza IVA (solo per le operazioni esenti ex art. 10)
Per le operazioni esenti ex art. 10 del Dpr 633/1972, l'importo della prestazione o cessione viene indicato come imponibile ma senza applicazione dell'IVA, che risulta pari a zero. Il totale della fattura coincide quindi con la base imponibile, accompagnata dal corretto codice di esenzione IVA e dal riferimento normativo che giustifica l'assenza dell'imposta.Documenti di supporto se necessari
Sono necessari soprattutto per operazioni con l'estero o operazioni complesse.Esenzione IVA per il regime forfettario
Se operi in regime forfettario, tutte le fatture sono senza IVA per tua condizione soggettiva. Sulla fattura devi indicare la seguente dicitura: "Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'articolo 1, commi 54-89 della Legge italiana n. 190/2014 e successive modifiche/integrazioni". Non va confuso con le operazioni esenti previste dal Dpr 633/1972.
Come si emette una fattura per un'operazione esente da IVA?
Per emettere una fattura per un'operazione esente da IVA devi indicare l'importo della prestazione, applicare un'aliquota pari a zero e inserire il codice di esenzione IVA previsto dalle regole della fatturazione elettronica. È inoltre necessario riportare il riferimento normativo che giustifica l'esenzione (ad esempio l'art. 10 del Dpr 633/1972). La struttura della fattura resta la stessa di una fattura ordinaria, ma senza calcolo dell'imposta.
Codici di esenzione IVA
Di seguito elenchiamo i principali codici di esenzione IVA da apporre in fattura.
|
Codice |
Descrizione |
Operazioni escluse dal campo IVA |
|---|---|---|
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N1 |
Escluse ex art. 15 d.P.R. 633/1972 |
Operazioni escluse dal campo IVA |
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N2.1 |
Non soggette - artt. 7-7-septies d.P.R. 633/1972 |
Operazioni per cui manca il presupposto territoriale o oggettivo |
|
N2.2 |
Non soggette - altri casi |
Comprende ad es. regime forfettario, altri casi soggettivi/oggettivi |
|
N3.1 |
Non imponibili - esportazioni |
Esportazioni verso Paesi extra-UE |
|
N3.2 |
Non imponibili - cessioni intracomunitarie |
Cessioni beni/servizi verso soggetti UE |
|
N3.3 |
Non imponibili - cessioni verso San Marino |
Operazioni con San Marino |
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N3.4 |
Non imponibili - operazioni assimilate all'esportazione |
Servizi internazionali, accordi internazionali |
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N3.5 |
Non imponibili - a seguito di dichiarazioni d'intento |
Operazioni con esportatore abituale che rilascia dichiarazione d'intento |
|
N3.6 |
Non imponibili - altre operazioni che non concorrono al plafond |
Altri casi non imponibili |
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N4 |
Esenti |
Le operazioni esenti IVA secondo art. 10 d.P.R. 633/1972. |
|
N5 |
Regimi speciali/IVA non esposta in fattura |
Ad esempio regime del margine (regime IVA speciale che tassa solo il margine di profitto e non l’intero prezzo di vendita) |
|
N6.1-N6.9 |
Reverse charge |
Diverse sottocategorie di reverse charge |
|
N7 |
IVA assolta in altro Stato UE |
Prestazioni B2C UE in cui l'IVA è assolta altrove |
Esenzione IVA e contabilità
L'esenzione IVA non riguarda soltanto la fatturazione: ha effetti concreti anche sulla gestione contabile della tua attività. Anche se l'imposta non viene applicata al cliente, le operazioni esenti devono essere trattate con attenzione perché possono influenzare la registrazione delle vendite, il diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti e, più in generale, l'organizzazione della tua contabilità interna. Capire come gestire correttamente queste operazioni è fondamentale per mantenere una contabilità ordinata, evitare errori e operare in piena conformità.
Registrazione delle operazioni esenti
Se lavori in regime IVA ordinario, anche le operazioni esenti ex art. 10 devono essere registrate nei registri IVA, proprio come quelle imponibili. Questa registrazione è importante perché le operazioni esenti influiscono sul calcolo della detrazione IVA sugli acquisti, cioè il meccanismo che ti consente di recuperare l'IVA pagata ai fornitori. Quando svolgi sia attività imponibili sia attività esenti, la normativa prevede che tu possa detrarre l'IVA solo in proporzione alle operazioni imponibili: questa proporzione è chiamata percentuale di pro-rata. Per questo è fondamentale registrare correttamente ogni operazione esente, indicando il codice esenzione IVA e il relativo articolo di riferimento, per ottenere un calcolo del pro-rata preciso e coerente con le tue attività effettive.
Impatto sul pro-rata di detrazione IVA
Il pro-rata di detrazione è uno dei punti più delicati per chi svolge diverse tipologie di operazioni. In pratica, se la tua attività genera sia operazioni imponibili (che prevedono l'addebito dell'IVA) sia operazioni esenti (che non prevedono IVA ma restano nel campo dell'imposta), non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti al 100%. La detrazione viene ridotta in proporzione: più operazioni esenti svolgi, minore sarà la quota di IVA sugli acquisti che puoi recuperare. Questo meccanismo serve a evitare che un'impresa possa detrarre integralmente l'IVA su costi legati anche ad attività che non generano IVA a debito. Per questo motivo, classificare e registrare correttamente le operazioni esenti non è solo un onere burocratico, ma un passaggio pratico che incide direttamente sul costo effettivo dei tuoi acquisti e sulla liquidazione IVA periodica.
Gestione dei ricavi e suddivisione per categorie
Una contabilità ben strutturata richiede anche la corretta suddivisione dei ricavi tra imponibili, esenti, non imponibili e fuori campo IVA. Questa distinzione non serve solo per motivi fiscali: migliora la trasparenza interna, ti permette di analizzare con precisione l'andamento delle diverse linee di business e facilita il lavoro del commercialista durante le dichiarazioni annuali. Per le imprese che operano in più settori, ad esempio le società che offrono consulenza (operazione imponibile) e servizi educativi esenti, questo passaggio è indispensabile.
Contabilità e regime forfettario
Se operi in regime di esenzione IVA forfettario, la gestione contabile è più semplice perché non registri l'IVA né la detrai sugli acquisti. Tuttavia, restano obblighi precisi: numerazione e conservazione delle fatture, corretta esposizione del codice di esenzione IVA per il forfettario e rispetto dei limiti del regime. Anche in questo caso, registrare in modo ordinato i ricavi è fondamentale per monitorare la soglia degli 85.000 euro ed evitare la fuoriuscita dal regime agevolato.
Operazioni esenti e rapporti con l'estero
Le attività in Italia che lavorano con clienti o fornitori esteri, e quindi emettono fatture a clienti esteri, devono prestare ulteriore attenzione. Le operazioni esenti vanno sempre distinte dalle operazioni non imponibili (come esportazioni e cessioni intracomunitarie) e da quelle fuori campo IVA. La corretta classificazione incide sia sulla registrazione sia sugli adempimenti fiscali, come la dichiarazione IVA annuale.
In che modo Stripe Tax può esserti d'aiuto
Comprendere quando applicare l'esenzione IVA, come gestire correttamente i codici natura e come classificare le operazioni tra esenti, non imponibili o escluse è fondamentale per garantire conformità e ridurre il rischio di errori fiscali. Tuttavia, man mano che la tua attività cresce, soprattutto vendendo all'estero o offrendo prodotti digitali, monitorare manualmente la corretta applicazione dell'imposta può diventare complesso. Ed è proprio in questi casi che strumenti automatizzati come Stripe Tax possono fare una grande differenza.
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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.