Se hai un'attività in Italia che esporta o intende esportare prodotti all'estero, soprattutto nei mercati extra-UE, è fondamentale capire bene cosa sono i dazi doganali e come funzionano. In questo articolo scoprirai i meccanismi legati ai dazi doganali: partiremo da una spiegazione di base, poi vedremo come calcolare i dazi doganali sulle esportazioni dall'Italia, chi li deve pagare, quando e come pagarli e cosa succede se non paghi i dazi doganali. Infine, analizzeremo i dazi doganali nei mercati più importanti per le imprese italiane (come gli Stati Uniti, la Cina e la Svizzera).
Contenuto dell'articolo
- Che cosa sono i dazi doganali
- Come calcolare i dazi doganali sulle esportazioni dall'Italia
- Chi paga i dazi doganali
- Quando e come pagare i dazi doganali
- Cosa succede se non si pagano i dazi doganali
- Dazi doganali nei mercati più importanti per le imprese italiane
- Soluzioni Stripe per gestire pagamenti, imposte e presenza internazionale
Che cosa sono i dazi doganali
Quando si parla di commercio internazionale, uno dei primi aspetti da tenere in considerazione riguarda i dazi doganali .I dazi doganali sono imposte indirette applicate alle merci che attraversano una frontiera, sia in entrata (importazione) sia, in alcuni casi, in uscita (esportazione). Il loro scopo principale è quello di regolamentare i flussi commerciali tra Paesi diversi, tutelando l'economia interna e garantendo un gettito fiscale per lo Stato.
I dazi doganali possono essere imposti sia sui prodotti importati che su quelli esportati. L'applicazione di dazi sull'esportazione è piuttosto rara nei Paesi industrializzati, ma più frequente in quelli economicamente meno sviluppati e ricchi di risorse naturali, come molti Stati africani, che li utilizzano per proteggere le proprie risorse e sostenere lo sviluppo dell'economia nazionale. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i dazi vengono applicati alle merci importate, con l'obiettivo di difendere le imprese e le produzioni locali, scoraggiando l'ingresso di prodotti stranieri a basso costo.
Se hai un'attività in Italia ed esporti verso Paesi extra-UE, è importante sapere che non paghi dazi all'esportazione: l'UE non applica dazi doganali sulle esportazioni di beni verso Paesi terzi (ossia Paesi al di fuori dell'UE o dello SEE [Spazio Economico Europeo]). Tuttavia, quando i tuoi prodotti arrivano nel Paese di destinazione, vengono considerati merci importate da quel Paese. Questo significa che il tuo cliente estero o il distributore locale dovrà pagare i dazi all'importazione richiesti dalle autorità doganali locali.
In pratica, anche se non sei tu a versare direttamente l'imposta, quei dazi doganali all'importazione influenzano comunque il prezzo finale del tuo prodotto, la competitività della tua offerta e, in molti casi, le condizioni di vendita che potrai concordare con il tuo partner commerciale.
Cosa sono i dazi in parole semplici?
Si tratta di tasse che si pagano quando una merce entra o esce da un Paese. Servono a regolare il commercio internazionale, proteggendo le aziende locali dalla concorrenza estera e garantendo allo Stato un'entrata fiscale. In pratica, quando un prodotto viene importato, è soggetto a un dazio doganale che può aumentare il prezzo finale. L'obiettivo è rendere più competitive le produzioni nazionali e controllare i flussi di merci tra diversi mercati.
Quanti e quali sono i tipi di dazi doganali
Dal punto di vista tecnico, esistono due principali tipologie di dazi doganali:
Dazi ad valorem: vengono calcolati come percentuale sul valore della merce (comprensivo di prezzo, trasporto e assicurazione). È il tipo più comune e varia a seconda della categoria merceologica.
Dazi specifici: vengono calcolati in base a una quantità fisica, come il peso, il volume o il numero di unità (ad esempio, 10 € per ogni chilogrammo esportato).
In alcuni casi può essere applicato anche un dazio misto, che combina entrambi i criteri.
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Tipo di dazio |
Criteri di calcolo |
Esempio pratico |
Note |
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Ad valorem |
Percentuale sul valore doganale della merce |
5% su 10.000 € → 500 € di dazio |
È il tipo più comune |
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Specifico |
In base a quantità fisica (peso, volume, unità) |
2 € per kg di prodotto |
Spesso usato per alimenti e materie prime |
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Misto |
Combinazione di ad valorem e specifico |
3% del valore + 1 €/kg |
Applicato su beni complessi o variabili |
I dazi doganali rappresentano quindi una componente essenziale del prezzo finale: se non gestiti correttamente, possono causare ritardi nelle consegne, blocchi doganali o costi imprevisti, con conseguenze dirette sulla reputazione e sull'affidabilità della tua azienda.
Oneri doganali
Oltre ai dazi, è importante tenere conto di altri oneri doganali come accise, imposte di consumo e norme di etichettatura, che variano in base al Paese di destinazione e al tipo di prodotto. Alcuni settori, come la vendita di alimenti online, sono soggetti a regolamenti particolarmente stringenti, che richiedono certificazioni e dichiarazioni aggiuntive.
Come calcolare i dazi doganali sulle esportazioni dall'Italia
Il calcolo dei dazi doganali è un passaggio essenziale per chi esporta merci, perché determina il prezzo finale del prodotto e la sua competitività sui mercati esteri. Ecco i principali passaggi da seguire:
Determinare il valore doganale
Il valore doganale rappresenta la base su cui viene calcolato il dazio; include il prezzo effettivo della merce (indicato nella fattura commerciale), le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera del Paese di destinazione e i costi accessori come imballaggio o commissioni. Ad esempio, se il valore della merce è 10.000 € e il trasporto costa 1.000 €, il valore doganale sarà 11.000 €.Identificare il codice doganale (HS o TARIC)
Ogni prodotto ha un codice identificativo chiamato HS code (Harmonized System Code) o, in ambito europeo, codice TARIC. Questo codice consente di classificare la merce, stabilire l'aliquota daziaria e verificare eventuali agevolazioni o restrizioni.Applicare il tipo di dazio
Ricordiamo che i dazi possono essere ad valorem (calcolati in percentuale sul valore doganale), specifici (calcolati in base a peso, volume o quantità) o misti (che combinano entrambe le modalità).Verificare accordi commerciali o eccezioni
Molti Paesi hanno accordi di libero scambio con l’Unione europea, che consentono di ridurre o azzerare i dazi doganali per i prodotti che possiedono l’origine preferenziale europea (merce che è stata interamente prodotta, lavorata o trasformata in uno Stato membro dell’UE secondo criteri stabiliti dagli accordi commerciali internazionali). Per beneficiare di queste agevolazioni, l’esportatore deve dimostrare l’origine preferenziale presentando un certificato di origine (come l'EUR.1) o una dichiarazione su fattura.Considerare eventuali oneri aggiuntivi
Oltre ai dazi, possono applicarsi IVA all'importazione, accise su prodotti specifici (alcol, tabacchi, carburanti) e spese di sdoganamento o diritti amministrativi.
Strumenti online utili per calcolare i dazi doganali
Per semplificare il calcolo e ottenere stime precise, puoi avvalerti di diversi strumenti online gratuiti e ufficiali:
TARIC – Tariffa Integrata Comunitaria (Commissione europea)
Il database TARIC permette di consultare le aliquote daziarie e verificare misure tariffarie per ogni Paese extra-UE.Access2Markets (Commissione Europea)
Access2Markets è uno degli strumenti più completi: permette di effettuare ricerche per codice HS, Paese di destinazione e tipologia di prodotto.Agenzia delle Dogane e dei Monopoli -Tariffa doganale online
Portale ufficiale italiano per verificare i codici e calcolare dazi e imposte.US International Trade Commission (HTS Tool)
Sistema di classificazione doganale statunitense: indica tariffe e misure restrittive applicate all'ingresso delle merci in USA.● WTO Tariff Download Facility
Strumento dell'Organizzazione Mondiale del Commercio per accedere a dati tariffari consolidati e applicati da oltre 170 Paesi.
Chi paga i dazi doganali?
Formalmente, i dazi doganali sono pagati dall'importatore, cioè da chi introduce la merce nel Paese di destinazione. Tuttavia, nella pratica, il loro costo può essere ripartito lungo la filiera commerciale e incidere anche sui margini dell'esportatore e sul prezzo finale per il consumatore.
In genere, si possono distinguere quattro situazioni principali:
L'importatore trasferisce il costo al consumatore finale
Il dazio viene incluso nel prezzo di vendita, causando un aumento dei prezzi e, in alcuni casi, effetti inflazionistici sul mercato interno.L'importatore assorbe il costo
Per mantenere la competitività, può decidere di non alzare i prezzi e ridurre i propri margini di profitto.Il costo viene trasferito all'esportatore
Se l'importatore ha maggiore forza contrattuale, può chiedere uno sconto sul prezzo d'acquisto pari al valore del dazio, spingendo l'esportatore, ad esempio un'azienda italiana, a ridurre i margini pur di restare competitiva.Il dazio viene condiviso
Nella realtà, è frequente una ripartizione del costo: una parte grava sull'importatore, una sull'esportatore e una sul consumatore finale
In quanto esportatore italiano, è fondamentale conoscere l'aliquota daziaria del Paese di destinazione e definire con precisione le responsabilità nei contratti di vendita. Gli Incoterms (abbreviazione di International Commercial Terms) regolano proprio la ripartizione di costi, rischi e responsabilità tra venditore e acquirente: ad esempio, con EXW (Ex Works) il cliente si assume tutte le spese doganali, mentre con DDP (Delivered Duty Paid) è il venditore a farsi carico di dazi e oneri.
Chi paga il dazio in esportazione?
In genere, il dazio in esportazione è pagato dall'importatore, cioè da chi riceve la merce nel Paese di destinazione.
L'esportatore italiano non versa dazi all'uscita, perché l'Unione europea non applica tasse doganali sull'esportazione verso Paesi terzi. Tuttavia, quando la merce arriva nel Paese di arrivo, sarà l'importatore o il distributore locale a pagare i dazi di importazione, che possono incidere sul prezzo finale e sulle condizioni di vendita.
Quando e come pagare i dazi doganali
Capire quando e come pagare i dazi doganali è fondamentale per evitare ritardi, blocchi in dogana e costi aggiuntivi. Anche se, in molti casi, il pagamento avviene nel Paese di destinazione e non in Italia, come esportatore è importante conoscere le procedure, perché possono influire sulle tempistiche di consegna, sulla soddisfazione e sulla fidelizzazione del cliente e sulla reputazione della tua azienda.
Quando si pagano i dazi doganali
Nel momento in cui la merce attraversa la frontiera del Paese di destinazione, i dazi doganali diventano esigibili. In pratica, il pagamento avviene quando la spedizione viene sdoganata, cioè autorizzata all'ingresso nel territorio del Paese importatore.
In alcuni casi, però, la normativa doganale prevede regimi speciali con cui è possibile sospendere, ridurre o evitare il pagamento immediato dei dazi:
Zone franche: aree doganali situate all'interno di un Paese ma considerate, ai fini fiscali, come territorio esterno. Le merci introdotte in una zona franca non sono soggette a dazi o IVA finché non vengono immesse sul mercato interno. Sono spesso utilizzate come hub logistici per lo stoccaggio o la lavorazione temporanea delle merci.
Esportazione temporanea: consente di inviare beni all'estero per un periodo limitato (ad esempio per fiere, riparazioni o test) senza che questi perdano il loro status di merce comunitaria. Alla loro reimportazione, non si pagano dazi.
Carnet ATA: un documento doganale internazionale che sostituisce le normali dichiarazioni doganali e permette di esportare temporaneamente merci in più Paesi senza pagare dazi o depositare cauzioni. È valido in oltre 70 Paesi e semplifica notevolmente la gestione doganale di campioni commerciali, strumenti professionali o beni destinati a fiere ed eventi.
Come si pagano i dazi doganali
Il pagamento dei dazi avviene al momento dello sdoganamento e può essere gestito in vari modi, a seconda del tipo di spedizione e del Paese di destinazione. Ecco le modalità più comuni:
Pagamento diretto da parte dell'importatore: è la forma più frequente. L'importatore paga i dazi doganali direttamente all'autorità doganale o all'agente che gestisce la pratica. Il pagamento può avvenire tramite diversi metodi di pagamento come bonifico bancario, carta di credito o sistemi digitali messi a disposizione dalle dogane.
Anticipo da parte del corriere o dello spedizioniere: nei casi in cui l'importatore non gestisca direttamente le pratiche doganali, il corriere o l'agente doganale può anticipare il pagamento dei dazi per conto suo. Successivamente, il costo viene addebitato al destinatario insieme alle spese di gestione o di consegna.
Pagamenti elettronici o conti doganali: le grandi aziende che importano regolarmente utilizzano spesso conti dedicati o servizi di pagamento elettronico doganale per velocizzare le operazioni.
Per le esportazioni, anche se non sei tu a versare materialmente i dazi, è importante conoscere in anticipo chi li pagherà (tu o il tuo cliente) e in che momento, perché questo determina la scelta dell'Incoterm e la corretta pianificazione logistica.
Cosa succede se non si pagano i dazi doganali
Il mancato pagamento dei dazi doganali può avere conseguenze sia sul piano operativo che economico. Le autorità doganali dei Paesi di destinazione considerano infatti il versamento dei dazi un requisito imprescindibile per lo sdoganamento delle merci. Di conseguenza, non pagarli o non assicurarsi che il cliente li versi puntualmente può comportare ritardi, perdite economiche e danni di immagine difficili da recuperare.
Conseguenze immediate
Quando i dazi doganali non vengono pagati, la prima conseguenza è il blocco della merce in dogana. Le autorità del Paese di importazione sospendono lo sdoganamento fino a quando il pagamento non viene effettuato o non vengono chiarite eventuali irregolarità nei documenti di esportazione delle merci. In caso di mancato saldo, la merce può:
- rimanere ferma nei magazzini doganali per settimane o mesi, con costi aggiuntivi di deposito e custodia;
- essere rispedita al mittente, con spese di trasporto e nuova procedura di import/export;
- nei casi più gravi, essere confiscata o distrutta, soprattutto se le autorità sospettano frode doganale o dichiarazioni false sul valore della merce.
Inoltre, la mancata regolarizzazione dei dazi può portare all'applicazione di sanzioni, variabili a seconda del Paese e della natura dell'infrazione. In alcuni Stati, le dogane possono anche sospendere o revocare l'autorizzazione a operare come importatore o esportatore abituale.
Impatti sul business
Le conseguenze economiche e reputazionali di un mancato pagamento dei dazi possono essere molto pesanti:
Ritardi nelle consegne e perdita di clienti: se la merce resta bloccata in dogana, i tempi di consegna si allungano e il cliente può decidere di annullare l'ordine o rivolgersi a un altro fornitore.
Costi aggiuntivi: ogni giorno di fermo in dogana genera spese di deposito, penali contrattuali e costi di gestione. Questi importi possono superare rapidamente il valore stesso della merce esportata.
Danni reputazionali: ritardi o contestazioni doganali possono minare la fiducia dei partner commerciali e compromettere la credibilità dell'azienda sul mercato internazionale.
Blocco dei flussi di cassa: se i pagamenti da parte dei clienti esteri sono legati alla consegna della merce, un fermo in dogana può interrompere temporaneamente gli incassi, generando difficoltà di liquidità.
Dazi doganali nei mercati più importanti per le imprese italiane
Conoscere le regole e le tariffe doganali dei principali mercati di destinazione è essenziale per chi esporta dall'Italia. Ogni Paese extra-UE applica proprie aliquote, procedure e controlli, che possono incidere in modo significativo sui costi, sui tempi di consegna e sulla competitività dei prodotti italiani.
Stati Uniti: i dazi americani sui prodotti italiani
Il mercato degli Stati Uniti rappresenta uno degli sbocchi più importanti per le imprese italiane, ma è anche un contesto in costante mutamento per quanto riguarda i dazi doganali. Negli ultimi anni le imprese italiane che esportano verso gli USA hanno affrontato dazi medi intorno al 2-6% sui propri prodotti, con significative variazioni merceologiche.
Con il nuovo mandato del presidente Trump nel 2025, sono state introdotte misure tariffarie che hanno portato i dazi sulle merci provenienti dall'Unione europea fino al 15%. Per le aziende italiane che esportano verso gli USA, ciò significa dover prevedere nel proprio piano export un margine extra per far fronte ai dazi americani sui prodotti italiani, oppure rinegoziare i prezzi o le condizioni contrattuali. In particolare, sono particolarmente colpiti settori come agroalimentare, cosmetica e arredamento, automotive, fashion e lusso e biopharma. È fondamentale controllare frequentemente le piattaforme ufficiali di tariffazione, come lo United States International Trade Commission o i bollettini dell'Office of the United States Trade Representative, per restare aggiornati sulle aliquote in evoluzione e adattare tempestivamente la strategia della tua impresa.
Cina: dazi doganali e barriere non tariffarie
La Cina è uno dei mercati più promettenti per le imprese italiane, ma anche tra i più complessi dal punto di vista normativo e doganale. I dazi doganali cinesi variano in base alla categoria merceologica e all’origine del prodotto, e possono differire sensibilmente tra i vari settori.
Oltre ai dazi, la Cina applica spesso barriere non tariffarie, come controlli sanitari e fitosanitari, requisiti di etichettatura, certificazioni tecniche obbligatorie o procedure di registrazione dei prodotti importati. Questi requisiti possono allungare i tempi di sdoganamento e aumentare i costi amministrativi per gli esportatori.
Per operare con successo in questo mercato è fondamentale verificare con attenzione i codici doganali (HS), le aliquote applicabili e le eventuali restrizioni o agevolazioni previste per ciascun tipo di prodotto. Tutte le informazioni aggiornate sui dazi e sugli accordi commerciali tra l’Unione europea e la Cina sono consultabili sul portale ufficiale della Commissione europea Access2Markets, che fornisce dati completi su tariffe, documentazione e requisiti di esportazione.
Svizzera: un mercato vicino ma con regole proprie
Pur essendo geograficamente e commercialmente molto vicina all'Italia, la Svizzera non fa parte dell'Unione europea e mantiene una propria politica doganale. Tuttavia, grazie agli accordi bilaterali UE-Svizzera, la maggior parte dei prodotti di origine europea può entrare nel Paese senza pagamento di dazi, purché accompagnata da un certificato di origine EUR.1 o da una dichiarazione su fattura.
I controlli doganali restano comunque obbligatori, e possono riguardare il valore dichiarato della merce o la conformità dell'etichettatura, in particolare per alimenti, cosmetici e prodotti farmaceutici. Per le imprese italiane, la Svizzera è quindi un mercato strategico: vicino, con dazi ridotti o nulli, ma che richiede precisione nelle pratiche doganali e una documentazione meticolosa per evitare ritardi o contestazioni.
Soluzioni Stripe per gestire pagamenti, imposte e presenza internazionale
Nel contesto dell'export, la gestione dei pagamenti internazionali, della fiscalità e della presenza legale nei mercati esteri è altrettanto importante quanto la conoscenza dei dazi doganali. In questo senso, le soluzioni Stripe possono offrire un supporto concreto alle imprese italiane che esportano o intendono espandersi all'estero.
Stripe Payments
Stripe Payments ti consente di accettare pagamenti da clienti di tutto il mondo in modo sicuro, rapido e in oltre 135 valute, integrando diversi metodi di pagamento locali. È ideale per le aziende che vendono online o gestiscono transazioni internazionali e vogliono ottimizzare i flussi di incasso senza complessità tecniche.Stripe Tax
Stripe Tax semplifica la gestione delle imposte e dell'IVA internazionale, calcolando e applicando automaticamente le aliquote fiscali corrette in base al Paese del cliente. Questo è particolarmente utile per gli esportatori che vendono in più mercati extra-UE e devono rispettare normative fiscali differenti.Stripe Atlas
Stripe Atlas è pensato per le imprese che desiderano avviare una presenza legale o produttiva negli Stati Uniti. La piattaforma aiuta a costituire una società americana, aprire un conto bancario e iniziare a operare in modo conforme alla normativa locale: una soluzione strategica per chi vuole ridurre l'impatto dei dazi americani o gestire la produzione direttamente negli USA.
I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.